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Se questo è un uomo - Primo Levi

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.




«Sessant'anni, l'età della pensione. E con la pensione, il tempo vuoto. Inutilità come sinonimo di vecchiaia. Ma è proprio vero?

Vecchio io? In assoluto, sì: lo dicono all'anagrafe, la presbiopia, le chiome grige, i figli ormai adulti. Proprio la settimana scorsa, per la prima volta, mi hanno ceduto il posto in tram, e mi ha fatto un effetto singolare.
Soggettivamente, di regola non mi sento vecchio. Non ho perso la curiosità per il mondo intorno a me, né l'interesse per il mio prossimo, né il gusto di competere, di giocare e di risolvere problemi.
La natura mi piace ancora, mi dà gioia percepirla attraverso i cinque sensi, studiarla, descriverla in parole pronunciate o scritte.
Organi, membra, memoria e fantasia mi servono ancora bene. Tuttavia, sono acutamente consapevole del suono grave di questa parola che ho appena scritto qui due volte, "ancora"».
[da «Stampa Sera», 15 novembre 1982, ora in P. Levi, Conversazioni e interviste, a cura di M. Belpoliti, Einaudi, Torino 1997]

Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio, nella casa dove abiterà poi tutta la vita. I suoi antenati sono degli ebrei piemontesi provenienti dalla Spagna e dalla Provenza. Levi ne ha descritto le abitudini, lo stile di vita e il gergo nel capitolo iniziale del Sistema periodico, ma non ne ha conservato una memoria personale al di là di quella dei nonni. Il nonno paterno era un ingegnere civile che abitava a Bene Vagienna, dove possedeva una casa e un piccolo podere; morì verso il 1885. Il nonno materno era un mercante di stoffe, e morì nel 1941. Il padre, Cesare, nato nel 1878, si era laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1901. Dopo vari soggiorni di lavoro all'estero (Belgio, Francia, Ungheria), nel 1918 si sposò con Ester Luzzati, nata nel 1895 (morirà nel 1991).

Levi ha offerto una delle più alte testimonianze sulla tragica realtà dei lager in Se questo è un uomo (1947), dove ha descritto la sua esperienza di ebreo deportato ad Auschwitz; la sua successiva produzione ha indagato il mondo della produzione industriale, volgendosi poi nuovamente al tema delle persecuzioni razziali (Se non ora, quando?, 1982; I sommersi e i salvati, 1986).

Di professione chimico, si rivelò nel campo letterario con Se questo è un uomo, uno dei più cospicui esempî della letteratura europea sulla realtà dei lager: L. vi narrava, in un tono tanto più drammaticamente icastico quanto più distaccato, le sue esperienze di ebreo deportato ad Auschwitz (marzo 1944 - genn. 1945). La liberazione e l'avventuroso ritorno in patria sono i temi del successivo La tregua (1963), mentre alla letteratura d'invenzione appartengono Storie naturali (1966, pubbl. con lo pseudonimo di Damiano Malabaila) e Vizio di forma (1971), raccolte di racconti apparentemente fantascientifici, ma sostanziati dalla medesima problematica morale dei libri precedenti. Alla sua professione di chimico e rispettivamente alla sua esperienza del mondo della produzione industriale sono legate le due successive raccolte: Il sistema periodico (1975) e, in particolare, La chiave a stella (1978), nella quale sembra riflettersi una singolare coincidenza di atteggiamenti morali e persino di procedure tra il lavoro dello scrittore e quello dell'operaio specializzato. Tornò al tema delle persecuzioni razziali in alcune pagine di Lilìt e altri racconti (1981), nel romanzo Se non ora, quando? e in un ultimo libro denso di riflessioni, I sommersi e i salvati. Pubblicò anche libri di poesie (L'osteria di Brema, 1975; Ad ora incerta, 1984), un'antologia delle letture a lui più care (La ricerca delle radici, 1981), una traduzione del Processo di F. Kafka(1983) e due raccolte di articoli (L'altrui mestiere, 1985; Racconti e saggi, 1986), frutto della sua collaborazione al quotidiano La Stampa. Interessanti per la conoscenza dell'autore sono il Dialogo (1984) tra L. e il fisico T. Regge e l'Autoritratto di Primo Levi (1987; poi Conversazione con Primo Levi, 1991) di F. Camon. L. si tolse la vita l'11 aprile 1987. (Treccani)


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