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Poesie

Il tuo nome ignoro di Fernando Pessoa

Il tuo nome ignoro. Il tuo profilo non ricordo.
Le tue parole dimenticai.
Era mattina, nebbia, era Dicembre,
Quando ti trovai e ti persi.
Sogno o rammento?

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Filastrocca del piccolo gesto importante di Bruno Tognolini

Un piccolo gesto è una pietra preziosa
cela un segreto che è molto potente:
qualcosa accade se tu fai qualcosa
e niente accade, se tu non fai niente.
Basta un secchiello a vuotare il mare?
Basta una scopa a pulir la città?

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Sii dolce con me. Sii gentile. di Mariangela Gualtieri

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.

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Filastrocca per la morte del nonno di Bruno Tognolini

Caro nonno, son passati tanti giorni
ho aspettato e ho capito che non torni
ti hanno messo come un seme in un bell'orto
ho guardato e ho capito che sei morto
vorrei farti ritornare, ma non posso
nel mio cuore il dolore ha fatto un fosso
in quel fosso come un seme ti ho sepolto
e per innaffiarti bene ho pianto molto
è venuta primavera e sei fiorito
quando il pianto dei miei occhi era finito
ora e’ maggio e oramai non piango più
nel giardino son fioriti i gigli blu
e io ancora non ti vedo, però ora so perchè
non ti vedo perchè sei dentro di me.

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Noi siamo sardi di Grazia Deledda

Noi siamo spagnoli, africani, fenici, cartaginesi,
romani, arabi, pisani, bizantini, piemontesi.

Siamo le ginestre d'oro giallo che spiovono
sui sentieri rocciosi come grandi lampade accese.

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Serepta Mason di Edgar Lee Masters

Il fiore della mia vita sarebbe sbocciato d’ogni lato
se un vento crudele non avesse appassito i miei petali
dal lato che vedevate voi del villaggio.
Dalla polvere levo la mia protesta:
il mio lato in fiore voi non lo vedeste!
Voi, i vivi, siete davvero degli sciocchi
e non sapete le vie del vento
e le forze invisibili
che governano i processi della vita.

(traduzione di Fernanda Pivano)

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La vipera convertita - Trilussa

Appena che la Vipera s'accorse
d'esse vecchia e sdentata, cambiò vita.
S'era pentita? Forse.

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Guarda che bianca luna! di Iacopo Vittorelli

Guarda che bianca luna!
guarda che notte azzurra!
Un'aura non sussurra,
non tremola uno stel.

L'usignoletto solo
va dalla siepe all'orno,
e sospirando intorno
chiama la sua fedel.

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Poiché non vollero che fossi giovane, lo diventai - Robert Walser


Poiché non vollero che fossi giovane, lo diventai.
Poiché dovevo impegnarmi a essere sofferente, mi apparecchiai gioie e piaceri.
Poiché la loro maggiore preoccupazione era mettermi di cattivo umore,
trovai il modo di fargli capire che non potevano essere più graditi di così.
Poiché mi instillarono paure e pignolerie, il coraggio rideva ed esultava intorno a me.
Proprio perché fui piantato in asso, imparai a dimenticarmi di me,
e mi lasciai andare a effimeri entusiasmi.
Tanto dissipai, eppure ero consapevole che ogni perdita è una vittoria,
e nessuno può ritrovare niente se prima non l’ha smarrito,
e rincontrare ciò che si è perso è una conquista più sublime di un possesso ininterrotto.

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Di Luglio - Giuseppe Ungaretti

Quando su ci si butta lei,
Si fa d'un triste colore di rosa
Il bel fogliame.

Strugge forre, beve fiumi,
Macina scogli, splende,
È furia che s'ostina, è l'implacabile,
Sparge spazio, acceca mete,
È l'estate e nei secoli
Con i suoi occhi calcinanti
Va della terra spogliando lo scheletro.

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Sonetti tratti dal Poema "Storia Nostra" di Cesare Pascarella

CLXX Anniversario della caduta della Seconda Repubblica Romana


L'assedio de Roma


CLVII

E noi come sentissimo er cannone
Ch’era l’allarme de li tradimenti,
Trombe!... tamburri! ... Fra la confusione
De staffette, de strilli, de lamenti,

Se seppe che er nemico era padrone
Già der Casino de li Quattro Venti.
Pe’ riportaje via la posizione
Se cominciorno li combattimenti.

E dar primo momento che sorgeva
La luce, che s’uscì for da le Porte,
Fino all’urtimo che ce se vedeva,

Se fece tutto!... Ma nun ce fu verso
De spuntalla! Fu preso pe’ tre vorte
De fila e pe’ tre vorte fu riperso.

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Poesia dei doni - Jorge Luis Borges

Ringraziare voglio il divino
labirinto degli effetti e delle cause
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta,
per l’algebra, palazzo dai precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico,
per il mogano, il cedro e il sandalo,
per il pane e il sale,

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I giacigli per la notte - Berthold Brecht

Ho sentito dire che a New York
all’angolo della 26° strada e di Broadway
nei mesi invernali ogni sera c’è un uomo
e ai senzatetto che si radunano
pregando i passanti procura un giaciglio per la notte.

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Gli odori dei mestieri - Gianni Rodari

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,

di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è buon odore,
I fannulloni, strano però,
non san di nulla e puzzano un pò.

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LA MADRE - Piero Calamandrei

Quando la sera tornavano dai campi
Sette figli ed otto col padre
Il suo sorriso attendeva sull’uscio
per annunciare che il desco era pronto.
Ma quando in un unico sparo
caddero in sette dinanzi a quel muro
la madre disse
non vi rimprovero o figli
d’avermi dato tanto dolore
l’avete fatto per un’idea
perché mai più nel mondo altre madri
debban soffrire la stessa mia pena.

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L' ascensore - Giorgio Caproni

Quando andrò in paradiso
non voglio che una campana
lunga sappia di tegola
all'alba - d'acqua piovana.

Quando mi sarò deciso
d'andarci, in paradiso
ci andrò con l'ascensore
di Castelletto, nelle ore notturne,
rubando un poco
di tempo al mio riposo.

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FEMINAS - Vanna Flore

Semus sas fozas, 
Chi trimughinant su 'entu.
Semus sa fiama,
De su fogu tentu.

Semus ispinas,
'E sudore,
Semus de su partu,
Su dolore.

Semus su late,
De sa tita piena,
Semus s'amore,
Chi ligad'a cadena.

Semus su pane,
De cada die,
Semus su calore,
De una note 'e nie.

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Timidezza - Pablo Neruda

Appena seppi, solamente, che esistevo
e che avrei potuto essere, continuare,
ebbi paura di ciò, della vita,
desiderai che non mi vedessero,
che non si conoscesse la mia esistenza.
Divenni magro, pallido, assente,
non volli parlare perché non potessero
riconoscere la mia voce, non volli vedere
perché non mi vedessero,
camminando, mi strinsi contro il muro
come un’ombra che scivoli via.

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Per un istante d’estasi – Emily Dickinson

Per un istante d’estasi
Noi paghiamo in angoscia
Una misura esatta e trepidante,
Proporzionata all’estasi.

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Se questo è un uomo - Primo Levi

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.

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“Ti auguro tempo” - Elli Michler

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.

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"Vermeer" - Wistawa Szymborska

Finchè quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.

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Annabel Lee - Edgar Allan Poe

Molti e molti anni or sono,
in un regno vicino al mare,
viveva una fanciulla che potete chiamare
col nome di Annabel Lee;
aveva quella fanciulla un solo pensiero:
amare ed essere amata da me.
Io fanciullo, e lei fanciulla,
in quel regno vicino al mare:
ma ci amavamo d’amore ch’era altro che amore,
io e la mia Annabel Lee;
di tanto amore i serafini alati del cielo
invidiavano lei e me.

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La morte non è niente - Henry Scott Holland

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.

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