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Poesie

Se dovessi morire - Emily Dickinson

Se io dovessi morire –
E tu dovessi vivere –
E il tempo gorgogliasse –
E il mattino brillasse –
E il mezzodì ardesse –
Com’è sempre accaduto –

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Ginnastica Mattutina/ ermetica - Nina Cassian

GINNASTICA MATTUTINA

Mi sveglio e dico: sono perduta.
È il mio primo pensiero all’alba.
Comincio bene la giornata
con questo pensiero assassino.

Signore, abbi pietà di me
- è il secondo, e poi
scendo dal letto
e vivo come se
nulla mi fosse accaduto.

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Goal - Umberto Saba

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

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La madre - Giuseppe Ungaretti

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano.

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The stolen child - William Butler Yeats

Laggiù dove i monti rocciosi
Di Sleuth Wood si tuffano nel lago,
Laggiù si stende un’isola fronzuta
Dove gli aironi svegliano, sbattendo
Le ali, i sonnolenti topi d’acqua;
Laggiù abbiamo nascosto i nostri tini
Fatati, ricolmi di bacche e ciliege
Fra le più rosse di quelle rubate.

Vieni, fanciullo umano!
Vieni all’acque e nella landa
Con una fata, mano nella mano,
Perché nel mondo vi sono più lacrime
Di quanto tu non potrai mai comprendere.

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La ballata del prode Anselmo

Da: Ricordi di gioventù 1847-1860, di Giovanni Visconti Venosta, edizioni Rizzoli

 

Sulla fine di quell'autunno scrissi uno scherzo poetico, al quale non è mancata una certa notorietà e che rammenterò qui seguendo l'ordine cronologico della mia narrazione.

Eravamo vicini alla riapertura delle scuole, e un giorno una buona donna, che abitava presso la nostra casa di Tirano, venne da me conducendo un suo figliuolo che era scolare di ginnasio, credo a Como. La madre mi disse che quel suo figliuolo era tutto mortificato, perché non gli era riuscito di fare uno dei compiti autunnali datigli dal professore: veramente lo aveva principiato, ma non aveva saputo andare innanzi.

Il ragazzo quasi piangeva, e io, lasciandomi intenerire, mi offersi di finirgli quel disgraziato compito. Trattavasi d’una poesia, il cui argomento, scelto tra i molti che correvano per le scuole a quei tempi, era: La partenza del Crociato per la Palestina.

Lo scolaretto aveva cominciata la sua poesia così:

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Ballata delle donne - Edoardo Sanguineti

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

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C'era una scuola - Elio Pecora

C'era una scuola con due finestre,
c'era una classe con due maestre,
una lavagna sopra due zampe
ed una scala con quattro rampe.

Le due finestre erano basse,
le due maestre erano grasse,
sulla lavagna c'era una scritta,
la scala andava fino in soffitta.

Nelle finestre sull'orizzonte
passò un aereo sopra un ponte,
accanto al ponte c'era un tiglio,
sotto il tiglio c'era un coniglio.

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Sonetto per Elena - Pierre de Ronsard

Quando Vecchia sarete, la sera, alla candela,
seduta presso il fuoco, dipanando e filando,
ricanterete le mie poesie, meravigliando:
Ronsard mi celebrava al tempo ch’ero bella.

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Ti porterei nel mio mondo - Vincenzo

Ti porterei nel mio mondo
dove il bene è una sfumatura del male
ove vi è una guerra perenne tra demoni e angeli
dove la luce dell’insicurezza illumina i paesaggi
dove la luce delle stelle illumina le notti
questo mondo è dentro me
 

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Elogio dell’infanzia


Quando il bambino era bambino,

camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.

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L'abbiamo rimpianto a lungo l'infilascarpe - Eugenio Montale

L'abbiamo rimpianto a lungo l'infilascarpe,
il cornetto di latta arrugginito ch'era
sempre con noi. Pareva un'indecenza portare
tra i similori e gli stucchi un tale orrore.

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Democrazia - Roberto Piumini

Casa di tutti: una grande casa,
la nostra casa, non soltanto mia,
dove ciascuno sta, ma non da solo,
dove si viva in buona compagnia.

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Il sasso.

La persona distratta vi è inciampata.
Quella violenta, l’ha usato come arma.
L’imprenditore l’ha usato per costruire.
Il contadino stanco invece come sedia.
Per i bambini è un giocattolo.
Davide uccide Golia
e Michelangelo ne fece la più bella scultura.
In ogni caso, la differenza non l’ha fatta il sasso, ma l’uomo.

Non esiste sasso nel tuo cammino
che tu non possa sfruttare per la tua propria crescita.

(Anonimo)

Itaca di Konstantinos Petrou Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

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Il nuoto - Giosuè Borsi

Godo se arditamente in te mi tuffo,
o mare che sciabordi e che scintilli
e se di perle onusto e di berilli
scuoto emergendo il gocciolante ciuffo.

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All'ombra - Trilussa

Mentre me leggo er solito giornale
spaparacchiato all’ombra d’un pajaro,
vedo un porco e je dico: — Addio, majale! —
vedo un ciuccio e je dico: — Addio, somaro —

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Uomini e no - Elio Vittorini

"Non bisogna" il vecchio disse, "piangere per loro".
"Non bisogna piangere?" disse Berta.
"No figliola. Non del sangue che oggi è sparso".
"Non dell'offesa? Non del dolore?"
"Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare".

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L'onesta' de mi' nonna - Trilussa

Quanno che nonna mia pijò marito
nun fece mica come tante e tante
che doppo un po' se troveno l'amante...
Lei, in cinquant'anni, nu' l'ha mai tradito!

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Supplica a mia Madre - Pierpaolo Pasolini

È difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

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Morire una morte così - di Elena Bono




Per Luigina "Luigina" Comotto, savonese
settantenne, fucilata il 1 novembre 1944, per non aver voluto rivelare
nulla sugli attentatori del prefetto repubblichino di Savona.
“Sono vecchia – disse da ultimo – e non servo più a niente.
Invece i giovani che cercate servono a qualcosa, e non sarò io
a darveli. Fate quel che volete”. Fu uccisa dai teeschi alla fortezza di Priamar di Savona, assieme ad altre cinque persone accusate di appartenere a  bande partigiane. Luigina non era partigiana, era troppo vecchia.

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Tutto Vale - Walt Whitman

Io credo che una foglia d’erba non valga affatto
meno della quotidiana fatica delle stelle.

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Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale - E.Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

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Avevo una scatola di colori - Tali Sorek

   


Pace e guerra di Pablo Picasso


Avevo una scatola di colori,
brillanti, decisi e vivaci.
Avevo una scatola di colori.
alcuni caldi, altri molto freddi.

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