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Poesie

Lancia il dado - Charles Bukowsky

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione.
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.

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Poema per l'amicizia - Lorge Luis Borges

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita,

Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,

però posso ascoltarli e dividerli con te.

Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,

però quando serve starò vicino a te.

Non posso evitarti di precipitare,

solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cada.

La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,

però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.

Non giudico le decisioni che prendi nella vita,

mi limito ad appoggiarti, a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.

Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,

però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.

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Il Fegato di Dio - Mario Benedetti

Dio padre / gioviale
nello stile di Giovanni ventitré
disse / lasciate che gli scomunicati
vengano a me / lasciateli.

 

Abortisti / eretici
adulteri o gay
marxisti / sacerdoti sposati
guerriglieri
venite a me / liberissimi

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Testamento di Maria Luisa Spaziani

Lasciatemi sola con la mia morte.
Deve dirmi parole in re minore
che non conoscono i vostri dizionari.
Parole d'amore ignote anche a Petrarca,
dove l'amore è un oro sopraffino
inadatto a bracciali per polsi umani.

Io e la mia morte parliamo da vecchie amiche
perchè dalla nascita l'ho avuta vicina.
Siamo state compagne di giochi e di letture
e abbiamo accarezzato gli stessi uomini.
Come un'aquila ebbra dall'alto dei cieli,
solo lei mi svelava misure umane.

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Un sussulto - Maria Gisella Catuogno

Un sussulto, concediti un sussulto
di dignità, di misericordia:
non sono carne da godere o da macello
sono creatura, come te
contraddittorio impasto
di cielo e di terra, di miele e di dolore.

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All’ipotetico lettore - Margherita Guidacci

Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.

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Boròvnica - Annamaria Muiesan Gaspari

Abbiamo ricordi nostri
e ricordi di seconda mano
cioè non vissuti in prima persona
ma che abbiamo adattato
dopo averli sentiti
tante volte in famiglia.
Davanti agli occhi della mia memoria
infatti, affamata e lacera si snoda
la processione di deportati

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O Capitano! mio Capitano! - Walter Whitman

O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l’ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante,
Gli occhi seguono la solida chiglia, l’audace e altero vascello;
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

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Fra cent'anni - Trilussa

Da qui a cent'anni, quanno
ritroveranno ner zappà la terra
li resti de li poveri sordati
morti ammazzati in guerra,
pensate un po' che montarozzo d'ossa,
che fricandò de teschi
scapperà fòra da la terra smossa!
Saranno eroi tedeschi,
francesci, russi, ingresi,
de tutti li paesi.
O gialla o rossa o nera,
ognuno avrà difesa una bandiera;
qualunque sia la patria, o brutta o bella,
sarà morto per quella.

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La Befana - Giovanni Pascoli

 

 

Viene viene la Befana,

vien dai monti a notte fonda.

Com’è stanca! La circonda

Neve, gelo e tramontana.

Viene viene la Befana.

 

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.

Ha le mani al petto in croce.


E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.

Piano piano, piano piano.

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Natale - Padre David Maria Turoldo


Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti dal gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.

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Jacques Prévert - I ragazzi che si amano

 

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

 

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Ottobre di Vincenzo Cardarelli

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.

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Notizie dal diluvio di Angelo Maria Ripellino

Vorrei che tu fossi felice, cipollina, vorrei
che tu non conoscessi il cane nero della sventura,
quando sarai uscito dal blu dell’infanzia.

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Il più bello dei mari - Nazim Hikmet 

Il più bello dei mari è quello che non navigammo. 
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. 
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. 
E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto.

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Ci vuole pazienza nell'amore - Davide Rondoni

 
 
Ci vuole pazienza nell'amore
e anche impazienza,

luce ma lasciare
spazio anche per l'ombra.

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La scoperta dell'America


I
Ma che dichi? Ma leva mano, leva!
Ma prima assai che lui l'avesse trovo,
Ma sai da quanto tempo lo sapeva
Che ar monno c'era pure er monno novo!
E siccome la gente ce rideva,
Lui sai che fece un giorno? Prese un ovo,
E lì in presenza a chi nun ce credeva,
Je fece, dice: - Adesso ve lo provo.
E lì davanti a tutti, zitto zitto,
Prese quell'ovo e senza complimenti,
Pàffete! je lo fece regge dritto.
Eh! Ner vedé quell'ovo dritto in piede,
Pure li più contrari più scontenti,
Eh, sammarco! ce cominciorno a crede.
 
II
Ce cominciorno a crede, sissignora;
Ma, ar solito, a sto porco de paese
Si vòrse trovà appoggio pe le spese
De la Scoperta, je tocco a annà fora.

E siccome a quer tempo lì d'allora
Regnava un re de Spagna portoghese,
Agnede in Portogallo e lì je chiese
De poteje parlà p'un quarto d'ora.
Je fece 'na parlata un po' generica,
E poi je disse: - Io avrebbe l'intenzione,
Si lei m'ajuta, de scoprì l'America.
- Eh, fece er re, ched'era un omo espertto,
Si, v'ajuto... Ma, no pe fa eccezione,
Ma st'America c'è? Ne séte certo?
III
- Ah! fece lui, me faccio maravija
Ch'un omo come lei pò dubitallo!
Allora lei vor dì che lei mi pija
Per uno che viè qui per imbrojallo!
Nonsignora, maestà. Lei si consija
Co' qualunque sia ar caso de spiegallo,
E lei vedrà ch'er monno arissomija,
Come lei me l'insegna, a un portogallo.
E basta avecce un filo de capoccia
Pe capì che, dovunque parte taja,
Lei trova tanto sugo e tanta coccia.
E er monno che cos'è? Lo stesso affare.
Lei vadi indove vò, che non si sbaja,
Lei trova tanta terra e ta
IV
Je capacita sto ragionamento?
- Sicuro, fece er re, me piace assai
- E, vede, je dirò che st'argomento
Ancora nu' l'avevo inteso mai.
Però, dice, riguardo ar compimento
De l'impresa, siccome... casomai...
- Ma 'bbi pazienza, fermete un momento...
Ma ste fregnacce tu com le sai?
Eh, le so perché ci ho bona memoria.
- Già! Te ce sei trovato! - Che significa?
Le so perchè l'ho lette ne la storia.
- Ne la storia romana? - È naturale.
Ne la storia più granne e più magnifica,
Che sarebbe er gran libro universale.



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Pianefforte 'e notte - Salvatore Di Giacomo

Nu pianefforte ‘e notte
sona luntanamente,
e ‘a museca se sente
pe ll’aria suspirà.
 
È ll’una: dorme ‘o vico
ncopp’  a sta nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tiempo fa.

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Se dovessi morire - Emily Dickinson

Se io dovessi morire –
E tu dovessi vivere –
E il tempo gorgogliasse –
E il mattino brillasse –
E il mezzodì ardesse –
Com’è sempre accaduto –

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Ginnastica Mattutina/ ermetica - Nina Cassian

GINNASTICA MATTUTINA

Mi sveglio e dico: sono perduta.
È il mio primo pensiero all’alba.
Comincio bene la giornata
con questo pensiero assassino.

Signore, abbi pietà di me
- è il secondo, e poi
scendo dal letto
e vivo come se
nulla mi fosse accaduto.

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Goal - Umberto Saba

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

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La madre - Giuseppe Ungaretti

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano.

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The stolen child - William Butler Yeats

Laggiù dove i monti rocciosi
Di Sleuth Wood si tuffano nel lago,
Laggiù si stende un’isola fronzuta
Dove gli aironi svegliano, sbattendo
Le ali, i sonnolenti topi d’acqua;
Laggiù abbiamo nascosto i nostri tini
Fatati, ricolmi di bacche e ciliege
Fra le più rosse di quelle rubate.

Vieni, fanciullo umano!
Vieni all’acque e nella landa
Con una fata, mano nella mano,
Perché nel mondo vi sono più lacrime
Di quanto tu non potrai mai comprendere.

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La ballata del prode Anselmo

Da: Ricordi di gioventù 1847-1860, di Giovanni Visconti Venosta, edizioni Rizzoli

 

Sulla fine di quell'autunno scrissi uno scherzo poetico, al quale non è mancata una certa notorietà e che rammenterò qui seguendo l'ordine cronologico della mia narrazione.

Eravamo vicini alla riapertura delle scuole, e un giorno una buona donna, che abitava presso la nostra casa di Tirano, venne da me conducendo un suo figliuolo che era scolare di ginnasio, credo a Como. La madre mi disse che quel suo figliuolo era tutto mortificato, perché non gli era riuscito di fare uno dei compiti autunnali datigli dal professore: veramente lo aveva principiato, ma non aveva saputo andare innanzi.

Il ragazzo quasi piangeva, e io, lasciandomi intenerire, mi offersi di finirgli quel disgraziato compito. Trattavasi d’una poesia, il cui argomento, scelto tra i molti che correvano per le scuole a quei tempi, era: La partenza del Crociato per la Palestina.

Lo scolaretto aveva cominciata la sua poesia così:

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