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Mondiali nuoto sincronizzato: Flamini-Minisini, prima storica medaglia d'oro



A Giorgio e a Manila le congratulazioni della nostra Associazione.
A Moreno, papà di Manila, dipendente del Dopolavoro Ferroviario di Roma le felicitazioni e gli abbracci di tutti i consiglieri e dei nostri soci!

Campioni del Mondo! Italiani mai così in alto nel nuoto sincronizzato: battuti Russia, Usa, Giappone e Spagna sulle note di "A scream from Lampedusa"!
I Mondiali di nuoto al Varoliget Park si ricoprono d'oro per l'Italia! A trionfare sono Giorgio Minisini e Manila Flamini che compiono un doppio balzo dal bronzo al titolo iridato rispetto a due anni fa e conquistano il titolo detronizzando la Russia di Maltsev, ovvero la scuola più importante e vincente del mondo nel nuoto sincronizzato. E' apoteosi per l'Italia del nuoto dopo 4 medaglie in 2 giorni!




In 2 minuti e 19 secondi di performance, Giorgio Minisini e Manila Flamini (entrambi romani, gareggiano per le Fiamme Oro) esprimono il meglio del loro repertorio tra scene di salvezza su un'ideale barcone, tamburi africani, amore e rumore, tecnica fine, gestualità e sincronismo stupendo. Manila ha 33 anni e tanta esperienza, Giorgio ne ha 21: anche in questo è un mix perfetto tra mestiere e ardore, tra l'eleganza forte di una e la forza stilistica dell'altro. Un'osmosi felice che sa produrre solo medaglie in serie (ci sono anche quelle europee).

Giorgio Minisini e Manila Flamini Campioni anche di umanità!

A Budapest capitale dell'Ungheria del premier Orbàn, quello che all'inizio estate del 2015 ordinò la costruzione di una barriera di filo spinato e lame di rasoio al confine per blindare le sue frontiere contro l'ondata migratoria, Manila Flamini e Giorgio Minisini vanno coraggiosamente in direzione contraria e propongono un tema di grande attualità come "A scream from Lampedusa" - scritto da Michele Braga con la coreografia di Anastasija Ermakova - tra dramma, amore e speranze di tante famiglie che ogni giorno fuggono dall'odio dalla guerra, dalla fame e dalle persecuzioni politiche e religiose.

L'urlo da Lampedusa conquista subito il pubblico sin dai preliminari, nei quali gli azzurri erano secondi in 88.2492 punti (27.0000 per l'esecuzione, 26.7000 per l'impressione e 34.5492 per gli elementi). "Col fatto che muoio, io l'inizio lo faccio tutto ad occhi chiusi - sorride Manila - e l'unico contatto con l'esterno sono i suoni. Quando ho sentito l'ovazione del pubblico mi sono venuti i brividi". Giorgio la prende in braccio, tenta invano di rianimarla e lancia un urlo di dolore. Si tuffano e inizia lo show, che ripercorre il viaggio della speranza verso un approdo più sicuro. "Ci emozioniamo anche noi a farlo - continua Minisini - e riuscire a trasmettere il nostro messaggio è la cosa più bella che possiamo desiderare".
Piangono, non si trattengono, sanno di aver fatto la storia. Manila a caldo "Questo è l'oro di una carriera". Giorgio: "Il mio sogno da bambino era partecipare ai Mondiali, essere riuscito a vincere è il massimo, abbiamo emozionato più di tutti. Ora vogliamo l'Olimpiade. Tanti ragazzi si stanno avvicinando al sincro in Italia e ai Mondiali siamo passati da 6 a 10 coppie in due anni". Gli Usa sono di bronzo: tutto è partito da Bill May, l'idolo di Giorgio. Oggi l'allievo ha superato il maestro. L'Italia aveva conquistato finora 4 medaglie ai Mondiali, la prima con il bronzo di Beatrice Adelizzi nel Solo a Roma 2009, 3 sempre con Minisini.
"E' il coronamento di un sogno -commenta emozionatissima Patrizia Giallombardo, direttore tecnico della Nazionale- e il frutto del grande lavoro di tutto lo staff azzurro. Ringrazio Rossy, Roby e Nassia, loro capiranno. L'armonia tra i due ha fatto la differenza, sono diventati un corpo unico e hanno reso questo doppio equilibrato. Ha vinto la coppia, Giorgio è formidabile, ma lasciatemi ringraziare pubblicamente Manila per la forza e l'impegno che ci ha messo. E' stata una tigre". Poi le lacrime prendono il sopravvento e il bordo vasca diventa teatro di abbracci, selfie e canti di gioia. Tutti intorno al Presidente della Fin, Paolo Barelli. "Ragazzi siete stati straordinari, sono orgoglioso di voi", sono le prime parole del numero uno della Federnuoto che ha seguito la gara trepidante dalla tribuna ed appena visto il punteggio è sceso ad abbracciare i suoi pupilli.



Il musicista Michele Braga, che ha composto il brano 'A scream from Lampedusa' che fotografa il dramma, l'amore e la speranza di tante famiglie che ogni giorno fuggono dall'odio della guerra, dalla piaga della fame e dalla persecuzione politica e religiosa, e le cui note hanno accompagnato Giorgio Minisini e Manila Flamini nel conquistare la medaglia d'oro ai Mondiali, racconta: "Collaboro con loro da un paio di anni e alcuni mesi fa Patrizia Giallombardo mi aveva chiesto dei brani nuovi per il duo misto e per la squadra che sta gareggiando ai Mondiali di Budapest ed io le dissi che avrei voluto scrivere un brano che raccontasse il dramma dei migranti, era appena affondato l'ennesimo barcone pieno di uomini, donne e bambini, e molti erano morti. Sapevamo che dare un contenuto sociale e politico poteva essere anche sbagliato a livello strategico in una competizione sportiva, ma ci abbiamo provato lo stesso, anche per battere un colpo nella comunità internazionale, per dire: 'il dramma c'è, ve lo facciamo vedere anche durante i mondiali di nuoto, è inutile che vi girate dall'altra parte. Questo era un po' il senso. Sono molto contento e se lo meritano. La Russia e gli Stati Uniti sono nazioni storiche per il nuoto sincronizzato", ha aggiunto Braga che si occupa molto di cinema e tra le altre ha scritto la colonna sonora di 'Lo chiamavano Jeeg Robot'.



 

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